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Visioni della Livorno che sarà – episodio 7

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“La memoria non è il ricordo”: una mostra permanente.

La città di Livorno sta discutendo e preparando il nuovo Piano Operativo. E’ l’occasione per immaginare il futuro della città e avere diverse visioni di quel che sarà. L’avvocato Ruggero Morelli ha raccolto alcuni pensieri di concittadini appassionati e ce li ha inviati. Li racconteremo in questa rubrica, episodio dopo episodio. Ecco il settimo.

«La memoria non è il ricordo. La memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro», come ha detto Piero Terracina in una delle sue ultime interviste. Per i giovani è, però, difficile capire e immaginare cosa ha rappresentato la dittatura fascista in Italia e come si è sviluppata la lotta per uscirne. Tempi e modi di vita troppo lontani di cui, oggi, non vi sono neanche memorie familiari tramandate.

Per questo è necessario che le Associazioni antifasciste e le Istituzioni diano vita a un luogo in cui tale memoria non vada perduta e che, invece, divenga motivo di educazione, riflessione, confronto per tutta la cittadinanza. A questo quindi deve contribuire la realizzazione di un allestimento per visionare libri, documenti mediatici, cartacei e fotografici.

La Mostra permanente sull’Antifascismo nasce con un duplice obiettivo: da un lato proporsi come strumento per favorire la conoscenza storica di temi fondanti per la nostra democrazia, dall’altro valorizzare la produzione didattica degli istituti scolastici e universitari che hanno elaborato e partecipato a progetti sull’antifascismo.

A disposizione di tutti, la mostra propone materiale storico che sviluppi alcuni aspetti delle tematiche che la caratterizzano: Prima e Seconda guerra mondiale, Fascismo e Antifascismo, tragiche conseguenze delle Leggi razziali, pericoli derivanti da Dittature, Resistenza, Deportazione, Costituzione, Discriminazione e Diritti, Neofascismi.

La Mostra permanente dell’Antifascismo fornisce così agli studenti medi e universitari e a tutti i cittadini maggiori strumenti di analisi e di interpretazione su tematiche quali la storia e la memoria, i valori della democrazia e della pace, il tema dei diritti umani e civili, la riflessione sulla contemporaneità. La mostra deve essere concepita in modo innovativo e multimediale per proporlo all’attenzione pubblica.

La sala allestita deve essere fornita, perciò, di almeno tre computer per documentarsi sui diversi contenuti e può essere utilizzata anche come luogo di scambio di idee e progetti realizzati intorno alle tematiche che sono proprie della mostra. Si ritiene che sia necessaria una stanza di dimensioni tali da poter essere allestita come aula-studio e da poter anche ospitare eventi e conferenze. Per realizzare tutto questo sarà necessario avvalersi di figure professionali specifiche in particolare di un informatico e di uno storico.

Locazione

La Mostra permanente sull’Antifascismo necessita di una sede significativa dal punto di vista storico per cui viene individuato, come locazione ideale, il carcere dei Domenicani in quanto durante il periodo fascista vi furono carcerati Sandro Pertini e antifascisti livornesi quali Garibaldo Benifei, Giovanni Geppetti, Nevio Nenciati, Nelusco Giachini, Bruno Raugi, Danilo Conti, ecc.

Attualmente il carcere dei Domenicani è sede sussidiaria dell’Archivio di Stato della nostra città e la Mostra permanente sull’Antifascismo costituirebbe un ulteriore arricchimento dell’edificio storico.

La Mostra permanente sull’Antifascismo potrebbe essere intitolata a Garibaldo Benifei e Osmana Benetti.

Fonte foto: Pixabay

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