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Livorno: il sistema a 5Stelle

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Iniziata la corsa per la poltrona di Sindaco di Roma, dopo le dimissioni di Ignazio Marino, il Movimento 5 stelle si è presentato come unica alternativa di governo credibile per la Città Eterna dopo le varie vicissitudini di “Mafia Capitale” che hanno coinvolto più persone facenti parte un po di tutti i partiti.

Tranne, ovviamente, il Movimento della “ggente”.

D’altronde si sa, i grillini fanno dell’onestà, della condivisione delle scelte, del (presunto) merito avallato dalla scelta attraverso lo studio di una lunga serie di curricula, contrapposto al metodo nepotistico della scelta degli amici e dei “trombati” alle elezioni, insieme alla lotta contro gli sprechi della politica (come nel caso delle proteste per i rimborsi a Marino, per l’appunto), i propri principi cardini.

Ma dove il Movimento governa questi principi vengono realmente rispettati? A Livorno no.

Volendo mettere da parte le mie preoccupazioni legate alla totale inadeguatezza amministrativa che gli uomini di Grillo e Casaleggio hanno dimostrato di avere un po’ ovunque governino, soprattutto in vista del Giubileo dell’anno prossimo e della candidatura della Città Eterna come sede delle Olimpiadi del 2024, vorrei sottoporre all’attenzione generale quello che, almeno nella mia città, è sotto gli occhi di tutti: i 5 Stelle nelle proprie dinamiche interne presentano i tratti somatici tipici del più navigato tra i partiti “della kasta”, per dirla come direbbero loro.

LOGICHE INTERNE. Sembrano nomi calati dall’alto quelli di Lemmetti e Di Gennaro, nominati dopo una serie di incontri con i vertici nazionali del Movimento: entrambi presenti nelle liste delle scorse elezioni europee con i pentastellati, nessuno dei due sembra avere il Curriculum idoneo a ricoprire i ruoli a loro assegnati.

Gianni Lemmetti, prima della nomina ad Assessore al Bilancio, faceva il cassiere in un noto locale della Versilia, il Seven Apple.

Marco Di Gennaro, nominato (poi silurato in mezzo a mille polemiche) Amministratore Unico di Aamps, la più grande partecipata del Comune di Livorno, e definito dal Sindaco Nogarin “il nuovo Steve Jobs”, è invece perito informatico e studente di radiologia. Sulla sua nomina furono sollevate polemiche anche dal meetup 5 Stelle di Massa, città di provenienza dello stesso Di Gennaro, che in una nota pubblicata sui giornali riferiva che “un sindaco del Movimento 5 stelle dovrebbe individuare, a nostro parere, quelle figure tra i cittadini in base alle loro competenze e magari evitare di nominare chi è stato candidato ripetutamente per il movimento in importanti competizioni elettorali”.

AMICI MIEI. Non sono state da meno le nomine di Alessandro Aurigi come Assessore all’Urbanistica e quella di Marco Leone a Direttore della Fondazione Goldoni, che riguarda la gestione del più importante teatro di Livorno.Sulla nomina di Aurigi, amico di vecchia data del Sindaco, nel luglio del 2014, due dei tre meet up pentastellati livornesi ( “Amici di Beppe Grillo” e “5 Stelle Livorno”) rilasciarono una nota congiunta in cui dichiaravano che “queste cariche, per quanto possa essere difficile farlo, non possono essere date ad amici, familiari o persone di “fiducia” collegate in modo diretto od indiretto al sindaco, ai suoi collaboratori e ai consiglieri.[…] Alessandro Aurigi, in quanto conclamato amico del signor Nogarin, rende criticabile e accusabile il M5S di non essere coerente con i propri principi…”.

Più recenti le polemiche sulla scelta di Leone, anch’esso amico personale di Nogarin, a capo della Fondazione Goldoni: ufficializzata il 30 settembre ma, a quanto si dice negli ambienti culturali cittadini, già “in caldo” da almeno un anno.

Meno chiacchierata è l’assegnazione del servizio di distribuzione del cibo confezionato al Mercatino Equo e Solidale gestito da Mario Atteritano, uno dei fondatori del meetup di cui fa parte Nogarin e suo braccio destro durante la campagna elettorale delle ultime amministrative.

Degno di nota anche lo “sponsor” che al Mercatino ha fornito le scaffalature: Esselunga, la stessa Esselunga nominata più volte da Nogarin in campagna elettorale come alternativa alla Coop alla quale a Livorno non è mai stata data una possibilità (ma davvero?). La stessa Esselunga che Nogarin sta cercando in tutti i modi di far aprire a Livorno.

LOTTA AGLI SPRECHI DELLA POLITICA. Anche qui tocchiamo un argomento particolarmente sensibile per i grillini (citofonare Marino per conferma). Durante la campagna elettorale Nogarin proclamò un taglio degli stipendi della sua Giunta del 10%, che poi nei fatti è diventato del 2%. Teniamo presente poi che questo taglio delle indennità è gestito dall’Associazione Reset. Indovinate un pò chi c’è dentro Reset? Il presidente fino a poco fa è stato Enrico Cantone, oggi consigliere regionale 5Stelle. E tra i fondatori? Andrea Morini, portavoce del sindaco e Stella Sorgente… Tornando agli assessori si sono visti riconosciuti, cosa mai vista nei 69 anni di avvicendamenti a Palazzo Civico, il rimborso spese per i viaggi da casa al Comune quantificabile in 38 mila Euro all’anno circa. Va aggiunto che Nogarin e i suoi hanno avvallato tale scelta nello stesso periodo in cui tagliavano 95.000 Euro di fondi al Sociale.

C’è da dire che una spesa effettivamente il Sindaco l’ha tagliata: non utilizza, infatti, l’Auto Blu già in dotazione al Comune di Livorno, e fin qui tanto di cappello. Non fosse però che l’auto da blu diventi bianca e di proprietà del Sindaco che, oltre ad usarla per gli spostamenti da casa al suo ufficio di Piazza del Municipio, la usa per andare agli incontri in Regione, a Firenze. Che vuol dire spendere per ogni viaggio, tra carburante, casello autostradale e parcheggio, circa 50 Euro in più di quanto non spenderebbe andando in treno.

Non proprio una scelta “grillina”.

Del Movimento 5 Stelle e della sua incapacità a governare ho già parlato in un paio di articoli: Bilancio di un semestre in cui a Livorno è cambiato poco e in peggio” e “Nogarin, fai “un gesto rivoluzionario”: amministra Livorno come si deve”

Non che mi aspettassi qualcosa di diverso sotto questo punto di vista ma sicuramente, finite le elezioni, ero curioso di vedere come si sarebbero comportati i pentastellati al potere e col potere.

E, sinceramente, qui sì che mi aspettavo qualcosa di molto diverso.

Quelli che ovunque, in ogni tornata elettorale, trasmissione TV, intervista, post sui Social o qualunque altra cosa possa essere reso di pubblico dominio si ergono a paladini della giustizia e nemici del Sistema, quando arrivano al comando si comportano allo stesso modo degli altri.

Che sia giusto o no, lo lascio giudicare a voi. Sicuramente dà dimostrazione di incoerenza, e di quella il Movimento ne ha da venderne a tonnellate.

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