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Livorno: il rilancio tra supermercati e porto

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Sono ormai già passati ben otto mesi dall’insediamento di Filippo Nogarin alla carica di Primo cittadino di Livorno, ma fino ad oggi di veri e propri fatti non ne vediamo neanche l’ombra, anzi sia lui che la sua giunta si sono soltanto presi i meriti della riuscita degli ultimi lavori effettuati a Livorno dalla precedente amministrazione. Tutto qua… di opere, provvedimenti, iniziative nuove non ne vediamo traccia.

Mi verrebbe da dire “tanto fumo e poco arrosto” questo Filippo, in campagna elettorale di promesse ne ha fatte a bizzeffe, ma al momento neanche una è stata mantenuta. L’unico punto sul quale possiamo permetterci di riflettere e di aprire un dibattito è riguardo alla famosa costruzione di Esselunga a Livorno: su questo devo dire che sta provando a mantenere ciò che ha promesso. A mio parere la costruzione della stessa in quella posizione, Viale Petrarca, sarà causa di “morte” per tutti i piccoli e medi commercianti che popolano il quartiere di Colline.

È vero che l’apertura di un nuovo supermercato porterebbe occupazione, ma dopo aver seguito i vari dibattiti avvenuti in campagna elettorale a riguardo, mi sembra che il movimento 5 stelle stia proprio facendo un dispetto: il PD non era favorevole a riguardo, di conseguenza loro promuovono questa apertura.

Aprire un altro supermercato (a Livorno nascono come funghi) in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo negli ultimi anni, è un grosso rischio, in quanto la probabilità di chiusura nel breve periodo è molto alta.

Come promesso in campagna elettorale, la nuova amministrazione dovrebbe impegnarsi di più a risolvere il problema della riparazione del bacino di carenaggio del cantiere navale, considerando che è il secondo in tutta Europa per le sue dimensioni.

Tutto questo porterebbe non 200 nuovi posti di lavoro come Esselunga, ma almeno 700/900 nuovi posti di lavoro.

Il cantiere navale dovrebbe ampliare la propria operatività, e, oltre alla costruzione di yacht dovrebbe puntare, come avveniva in passato, anche sulla costruzione dei traghetti. Anche tutti i lavori di garanzia di gasiere, petroliere e yacht erano una fonte sicura di guadagno, direttamente nelle casse del cantiere, e di conseguenza della città.

L’altra analisi da fare riguarda il piano industriale. Livorno è situata in una zona particolarmente redditizia…se sfruttata per bene.

È una città di mare, con importante porto commerciale, con possibilità di crescere sia a livello territoriale che a livello di fondale. Il porto di Livorno potrebbe diventare un punto di “accoglienza” per le mega navi porta container.

Il porto di Genova, uno dei porti commerciali più importanti di Italia a livello di contenitori in transito, non avendo spazio sufficiente di espansione a livello terrestre si è espanso letteralmente in mare, creando nuove banchine e moli direttamente nel mare.

Se pensiamo invece alla struttura terrestre della nostra costa i vantaggi sono più che favorevoli.

Non dobbiamo dimenticare che a circa 20 km di distanza abbiamo un aeroporto commerciale, a circa 10 km abbiamo un interporto, e proprio all’interno del porto stesso abbiamo una ferrovia.

Tutte questo potrebbe rendere Livorno la “regina” delle movimentazioni merci, dei trasporti nazionali, internazionali sia in Import che in Export.

Basterebbe veramente poco per studiare un progetto di rinnovazione industriale: solo aprire gli occhi e rimboccarsi le maniche!

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