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L’etica degli stipendi

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E’ argomento attuale e controverso, tornato alla ribalta delle cronache, a causa, o per meglio dire grazie alle dichiarazioni del premier Renzi, sulla riduzione o il taglio degli stipendi dei dirigenti pubblici.

L’Italia è un paese strano, diamo qualche numero: circa 57 milioni di abitanti, 670 mila auto blu, il 45% della ricchezza nel nostro paese è nelle tasche del 10% delle famiglie, i parlamentari sono i più pagati d’Europa, ma anche dirigenti pubblici (in media) sono i più pagati d’Europa, vediamone alcuni:

Amministratore unico di Anas, Pietro Ciucci (750 mila);

Amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti (870 mila);

Amministratore unico Enav, Massimo Garbini (poco meno di 503 mila euro);

Amministratore delegato di Sogin, Giuseppe Nucci (570 mila);

Capo della Polizia, Alessandro Pansa (620mila);

Capo Dipartimento Protezione Civile, Franco Gabrielli (364mila);

Direttore Agenzia delle Entrate, Attilio Befera (304mila);

Presidente Inps, Antonio Mastropasqua (216mila).

E questi sono solo alcuni dei tanti dirigenti pubblici che sono sul libro paga dello stato, per non parlare poi dei manager delle aziende a partecipazione pubblica, come per esempio ENI il cui A.D. Paolo Scaroni ha uno stipendio di ben 6.4 milioni di euro, oppure l’A.D. di ENEL Fulvio Conti con uno stipendio di circa 4 milioni di euro.

Non voglio mettere in dubbio capacità o meriti delle persone sopra citate, ma ritengo che lo stipendio di un qualsiasi individuo, oltre che eticamente compatibile, debba essere proporzionale alle responsabilità e ai compiti cui è chiamato ad assolvere; quindi vorrei fare un paragone con una persona che di responsabilità e di compiti, dal mio punto di vista, ne ha molti di più rispetto ai nostri dirigenti: il presidente degli Stati Uniti D’America Barack Obama, considerato l’uomo più potente del mondo.

Il Presidente Obama è a capo di una nazione di circa 315 milioni di abitanti, capo della diplomazia americana, è il comandante in capo dell’esercito, è il capo dell’esecutivo (chief executive) degli Stati Uniti, potrei anche continuare, ma l’elenco completo delle responsabilità di Mr President lo potete trovare su Wikipedia, perciò arrivo velocemente al punto: con tutti questi compiti e questi doveri Obama percepisce uno stipendio di 290 mila euro annue!

Pertanto è doveroso fare un confronto tra gli stipendi di tutti i nostri dirigenti pubblici e lo stipendio dell’uomo più potente al mondo. Il punto cruciale è questo: un dirigente pubblico di qualsiasi caratura, che sicuramente non ha più responsabilità del presidente Americano è onesto che percepisca uno stipendio 3-4-5 volte superiore a quello del presidente Obama?.

Coloro che hanno stabilito l’ammontare degli stipendi di questi dirigenti, in primis, dovevano valutare che lo stipendio di chi sta al vertice non deve essere, anche per un principio morale, troppo superiore allo stipendio di colui che è alla base, come invece nei fatti è, e comunque, senza spostarsi troppo verso Roma, il problema di stipendi impazziti è proprio sotto il nostro naso: sto parlando dei compensi dei Dirigenti del Comune di Livorno.

E’ da poco uscita la tabella che riassume gli stipendi di chi ha la responsabilità di amministrare la nostra città; nella varie tabelle sono presenti diverse voci accanto al nominativo del Dirigente: “Retribuzione Tabellare”,”Retribuzione di posizione”, “Retribuzione di risultato”, e a queste voci vanno aggiunte anche le indennità per incarichi effettuati fuori dal comune per cui lavorano, pertanto alle somme totali riportate nelle tabelle sulla stampa, si devono sommare a queste ultime cifre,(apparse in un recente articolo di giornale) che fanno così lievitare ancora di più la retribuzione lorda annua, che in media supera e di molto, quella dei 100 mila euro.

Una particolare attenzione va data alla voce “Retribuzione di risultato”, in parole povere non è altro che il premio di produzione, ma da chi viene deciso quanto attribuire a ciascun Dirigente e in base a che cosa attribuire tale premio? Facciamo qualche passo indietro: prima che l’amministrazione Cosimi prendesse il via nel 2004, il numero dei dirigenti a Livorno era di 35 unità che si spartivano un quantitativo “X di bonus”; ad oggi, che il numero di dirigenti è sceso a 21, il quantitativo “X di bonus” è lo stesso. Quindi è diminuito il numero di dirigenti, ma non il corrispondente bonus totale. Per quanto riguarda la domanda “a chi spetta il compito di fissare gli obiettivi da raggiungere per ottenere il premio di risultato?”la risposta è semplice: spetta ai Dirigenti stessi o per meglio dire al sindacato dei Dirigenti.

Quello dei Dirigenti pubblici è un mondo pieno di inventiva, loro propongono delle idee, i dipendenti lavorano e le attuano, poi fissano gli obiettivi da raggiungere, a mio dire facilmente raggiungibili ( forse proprio quelli “obbligatori” del proprio settore) e successivamente si spartiscono in 21 il bonus che prima veniva spartito in 35: loro percepiscano un bonus di migliaia di euro mentre ai dipendenti che, in pratica fanno il lavoro… vanno solo pochi spiccioli. La domanda in me sorge spontanea: il premio di produzione è realmente un “premio” oppure viene spartito a prescindere?

Concludendo vorrei fare il solito paragone tra responsabilità/compiti e stipendio, non potendo prendere a paragone nuovamente il Presidente Americano, (anche se gli stipendi dei nostri Dirigenti Comunali sono di poco inferiori al suo), prendo in analisi lo stipendio di un medico di Pronto Soccorso.

Un qualsiasi medico, nello specifico di un Pronto Soccorso, quotidianamente sta a contatto con la vita e la morte, sue le azioni che permettono ad un paziente di vivere o morire, lavora sabato, domenica, festivi, turni di 14 ore consecutive, notte e giorno per uno stipendio lordo annuo di 52 mila euro, al quale va aggiunto il premio di risultato (2000 euro nel 2012), per un totale di circa 54 mila euro.

Tirando le somme: lo stipendio più basso del Dirigente comunale (che non ha avuto incarichi esterni) è di 78500 euro; lo stipendio del medico di pronto soccorso è di 54 mila euro……..i numeri credo parlino da soli.

Pertanto è necessaria una politica, sia a livello nazionale che locale, che garantisca un più equo rapporto incarico/retribuzione, perché di ingiustizie come queste noi italiani ne abbiamo piene le tasche.

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