Virginia Raggi

La questione romana

Tra il 1860 e il 1929 la storia d’Italia è stata attraversata dalla “questione romana”, ossia dalla questione della legittimità del potere temporale del papato e della sopravvivenza dello Stato della Chiesa, con piena sovranità sulla città di Roma, dopo l’unificazione“.

Brevemente ho riassunto il significato del titolo di questo articolo. Perché ho rinfrescato la memoria a voi lettori? Perché adesso, precisamente dal 22 Giugno 2016 ad Oggi, sui libri di storia troveremo un’altra “Questione Romana”, quella messa in atto dal Movimento 5 Stelle con la sua Sindaca Raggi. Uno spettacolo imbarazzante, non pronosticato dagli stessi grillini, che ovviamente in campagna elettorale risultavano perfetti e con le idee chiare su come governare e migliorare Roma in pochissimo tempo. Bene. Da Giugno ad oggi, la Giunta Raggi, strumento con il quale un Comune riesce a governare ed essere operativo sul territorio, non è completa… Non è completa… E l’incompletezza è riferita sia a parte dello staff (a causa di dimessi) sia a membri stessi della Giunta.

E proprio da qui voglio partire: spazio a parte merita la storia dell’Assessore De Dominicis, contattato e (quasi) nominato dalla Sindaca fino a circa 24h dopo… dopodiché, con quella che molto probabilmente è una soffiata, la Sindaca riesce a sapere che l’Assessore appena contattato e (quasi) nominato, è iscritto al registro degli indagati. Nulla. Sia mai. Neanche senza saperne i motivi… per il “tribunale pentastellato” De Dominicis è già condannato. Via. Con ovviamente annessa figuraccia di fronte a tutto il Paese. Ma come?! Prima di scegliere una figura così importante, sapendo già dei passi falsi fatti (come la Muraro, nominata presidente della municipalità sui rifiuti di Roma, indagata nell’ambito di una inchiesta sullo smaltimento dei suddetti), non si controlla il casellario giudiziario?! Ma come?? La trasparenza e la legalità non era il vostro forte??

Soffermiamoci anche brevemente sulla Muraro: non entro nei meriti dell’avviso di garanzia, perché ancora non si sa molto. A differenza di loro, non mi sostituisco all’autorità giudiziaria o faccio supposizioni senza basi. Resta da segnalare come per il loro “(non)Statuto” chiunque abbia subito una condanna in primo grado è incandidabile o se è eletto, deve rassegnare le dimissioni. E già questo, per il mio modo di vivere la giustizia (presunzione di innocenza), è inconcepibile. Soprattutto se come nel caso De Dominicis, si parli di un coinvolgimento indiretto, quasi obbligatorio (nella tempesta degli stipendi pazzi dell’Uni. Tor Vergata), ma senza timore di condanne definitive… ma lasciamo perdere… non sostituiamoci neanche qui alla magistratura, rimaniamo concentrati a come dovevano silurale un buonissimo profilo, voluto dalla Sindaca (che in questi avvenimenti ha dimostrato di non avere la libertà di fare niente senza consenso dei “capoccia” del Movimento… ah, dov’è la democrazia, le riunioni locali e le voci dal basso che contano??), per pura immagine da salvare. Ovviamente per non crollare ancora nei sondaggi elettorali. Perché una figuraccia era stata già fatta nel caso Muraro, dove il Vice Pres. Della Camera Luigi Di Maio, ribattezzato “Luigi Di Mail”, sapeva anzitempo dell’avviso di garanzia che stava sopraggiungendo alla Muraro, ma non ha preso provvedimenti (le email che dimostrano ciò sono state più volte riportate dalle maggiori testate nazionali).

Giungiamo alle conclusioni, e del motivo per il quale ho voluto scrivere questo articolo riassumendo queste ultime settimane da incubo per Roma e per i grillini…  L’ho fatto per voler ancora una volta affermare che le parole le porta via il vento, e di come Amministrare non è uno scherzo, non è per tutti. A Roma stiamo vivendo l’ennesima conferma di come il Movimento non è strutturato per governare una città così grande e complessa, di come la democrazia che vanta è solo apparenza, e di come non sono tanto diversi dai maggiori partiti nazionali, dove all’interno della quale, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un peggioramento della democrazia interna, mentre loro, a quanto pare, non l’hanno mai avuta. Senza considerare il fatto che a Roma, più che nelle altre città, c’è uno scontro tra correnti interne al Movimento, da fare invidia al PD (famoso per le sue innumerevoli correnti).

In mezzo a tutto ciò, spero per i cittadini romani, in una Raggi che si svegli oppure che molli il Movimento (se la colpa è principalmente del Direttorio, i “capoccia”), perché la Capitale di un Paese che vuole ritornare a crescere e rialzarsi da una delle crisi economiche più lunghe ed irruenti della Storia, non può rimanere bloccata a causa di incompetenze o scaramucce di un Movimento politico.

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