Il T.U.L.P.S e la pace dei cimiteri

Il T.U.L.P.S e la pace dei cimiteri

“Prima chiusero il The Cage e io non dissi nulla, perché non ci andavo… poi chiusero la Villa del colle e io fui contento perché non mi piaceva… poi chiusero il mio locale preferito e io non ebbi più nulla da fare la sera”

Brecht mi perdoni, ma storpiando la sua poesia sui locali chiusi ex art.110 T.U.L.P.S potremmo andarci avanti per ore ed ore.

Nella notte fra il 22 e il 23 Marzo alla “Villa del Colle” sono avvenute almeno tre liti, con conseguente intervento delle forze dell’ordine: il risultato è stato una sospensione della licenza al gestore per un mese, che è, giustamente, esasperato: “Mi stanno uccidendo, così mi rovinano. Io davvero non capisco il perché di questo accanimento: è la seconda volta in un anno che chiudono il mio locale perché ci sono state delle liti. E in questo caso per un mese. Il danno, economico e di immagine, è enorme, senza contare che lascio a casa 25 persone”.

Perché il problema è proprio questo: oltre al mancato introito da parte del gestore (che investe il suo danaro, paga tutte le tasse, compresa l’odiosa gabella della SIAE) per un mese 25 persone, in maggior parte giovani, non lavoreranno: prezzo, questo, francamente inaccettabile per una banale rissa che può essere tranquillamente sedata dalla sicurezza del locale.

Il problema è che le forze dell’ordine sono obbligate ad applicare una norma anacronistica: è ancora l’art.110 del T.U.L.P.S (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, del 1931) che regola questo tipo di situazioni… un testo da rivedere totalmente, in primis perché scritto in un momento storico-politico in cui non c’era una grande ondata di democrazia e libertà nel nostro Paese, e poi perché è stato scritto in un’Italia che non esiste più.

Due motivazioni sufficienti a riscrivere un testo che garantisca, certo, la sicurezza, ma anche il divertimento degli avventori, di chi vuole solo rilassarsi dopo una settimana lavorativa o di studio, ma soprattutto tuteli i gestori dei locali titolari di licenza, che investono tempo e denaro alla ricerca di un lecito guadagno.

Tasse e le gabelle varie sono già una punizione sufficiente, senza ricorre alla chiusura per un mese.