La parte migliore di me: il teatro che fa riflettere

La parte migliore di me: il teatro che fa riflettere

Famiglia, istituzioni e diritti civili. Relazioni, doveri e necessità istituzionali. Sono temi molto attuali anche in vista dell’approvazione del DDL Cirinná sul riconoscimento delle unioni civili. Ed è per questo che oggi vorrei parlarvi di uno spettacolo teatrale davvero molto attuale è che sarà in scena il 27, 28, 29 e 30 gennaio al Teatro Rifredi di Firenze: La parte migliore di me. Una produzione teatrale tutta livornese a cura della compagnia Orto degli Ananassi che nell’ottobre scorso ha dato alla nostra città una nuova scuola di teatro con corsi di studio e percorsi per adulti e bambini: il Teatro della Brigata.

Ma concentriamoci sullo spettacolo interpretato da Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza che insieme a Francesca Detti, ne è anche l’autore. Siamo in scena con un padre divorziato e un’assistente sociale che si incontrano e si scontrano in un susseguirsi di imprevisti e fraintendimenti che ci fanno ridere e riflettere, tra equivoci divertenti e amaro in bocca. Lo spettacolo nasce da un lavoro di interviste, svolto dalla stessa compagnia, ad alcuni protagonisti di vicende analoghe, tra i quali gli ospiti del Residence dei Babbi, attivato due anni fa dal Comune di Rimini e da un lavoro di ricerca e approfondimento sulle procedure e le normative in tema di affidamento di minori. Si indaga in uno dei disagi simbolo di una generazione, ponendosi interrogativi e cercando di dare risposte almeno in termini di confronto sociale.

Esiste infatti un grande gap comunicativo tra la categoria dei padri divorziati e le istituzioni che molto spesso hanno un approccio troppo pragmatico e procedurale senza analizzare il contesto emotivo in cui si opera. Certo, in ambito di tutela dei minori c’è davvero poco da scherzare e sicuramente ogni scelta è frutto di un’analisi profonda di ogni aspetto che possa influire sulla vita del bambino.

Resta comunque il bisogno di rompere con il vecchio modello di famiglia e provare insieme ad attivare un confronto che interessi genitori e operatori in un concerto di intenti ed obiettivi che mirino alla tutela e al benessere dei figli e dei bambini.

La parte migliore di me va in scena proprio per questo: per attivare una riflessione ed un confronto sul tema tra tutte le parti coinvolte, operatori, genitori, figli e istituzioni. In questo modo emerge la funzione sociale di un teatro che non è solo intrattenimento ma stimolo e mezzo corale per favorire il dialogo sociale.

La parte migliore di me sarà in scena a Firenze, al Teatro Rifredi in quattro repliche con un allestimento particolare in cui il pubblico sarà sul palco insieme agli attori. Vi lascio il link per acquistare il biglietto e vi invito davvero a farlo perché ne vale la pena.

In bocca al lupo, ragazzi!

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