Back one out @ Surfer Joe 06/09

Back one out @ Surfer Joe 06/09

E’ vero: Livorno potrebbe non piacere più di tanto e potremmo stare ore a lamentarci sulla mancanza di eventi, oppure sulla loro incessante monotonia; certo è che, se andiamo a scovare tra vari eventi e promozioni, ne potremmo rimanere soddisfatti.

Venerdì 6 Settembre è una data che vi consiglio di cerchiare sul calendario, sul post-it che regna sul frigorifero, o sulla vostra personale agenda.

Insomma, al Surfer Joe (locale che,peraltro, è abbondantemente ricco di buona musica) suona questo gruppo Livornese, che ricordano tanto i Lagwagon (tanto per fare un buon nome), e che sapranno sicuramente come travolgervi.

Loro sono i Back One Out, nati nel 2004 da un’idea di Andrea Velgi, Alberto Velgi e Thomas Cateni.

Il loro esordio si ha solo nel 2007, con il primo disco “HELPLESS”, sotto l’etichetta ‘Armmonia records’, a cui è seguito un tour promozionale in tutta Italia.

Un disco che fa molto Alkaline Trio, con quella sonorità punk melodica che ti entra nella testa imperterrita.

Ascoltare, che ne so, “LITTLE ALICE” per credere!

Nel 2012 si ebbe la nuova composizione del gruppo: con l’aggiunta di una chitarra, ne uscì fuori un lavoro ‘che non può passare inosservato’ (cit. Ondarock).

Stiamo parlando di ‘SWALLOWED BY FUTURE’, che riproponendo il leit motiv sonoro del primo album, trasuda del buon, sano metal, a giuste dosi. Un album completo, sotto ogni aspettativa.

Ma il cd che verrà inaugurato sul palco del Surfer Joe, prossimo Venerdì, è già stato promosso su tutte le piattaforme digitali (da Amazon music a Spotify, per passare a Soundcloud e terminare su Google play): stiamo parlando di ‘IT COULD BE WORTH IT’ che presenterà la nuova line up, composta dalla new entry Luca Desideri, al basso.

Un cd sicuramente innovativo, dove la band riesce a far apprezzare la loro crescita personale; un album che riesce a integrare la loro passata identità, con la loro nuova pelle.

Consiglio vivamente l’ascolto di “Fall and rise”, “Precious” e “Dance through the night” (che, personalmente, è il singolo che meglio esprime la loro maturazione – e forse, lo ammetto, la mia canzone preferita di questa giovane band livornese).

Q/A:

1) Origine del nome della band? Domanda pressoché obbligatoria: questa è la classica domanda che ci aspettavamo. Ammettiamo che il nome ci è venuto in mente dal titolo di una canzone dei ‘Lagwagon’, anche se per noi ha un significato ben preciso e ci lega ad un periodo difficile che il gruppo ha dovuto superare, a cui seguì un cambiamento della nostra line up.

2) Com’è stato ”partorire” questo album? E come vi sentite, adesso, riascoltandolo? A differenza dei due album precedenti, questo è stato completamente autoprodotto, sia in fase di registrazione e mixaggio che di produzione. Abbiamo impiegato circa 4 mesi per completare il progetto. Lo abbiamo ascoltato veramente tante volte e dopo mesi non ci è ancora venuto a noia..Speriamo abbia lo stesso effetto su di voi! 😀

3) Quale gruppo vorreste essere, in un’altra vita? Non crediamo nella reincarnazione! A parte gli scherzi… Ci sono vari gruppi che ci hanno influenzato (tra questi i Lagwagon, Strung Out e gli Ataris) ed è troppo difficile scegliere tra uno di loro.

4) Che ne pensate della (poca) promozione dei giovani talenti livornesi? Purtroppo la mancata promozione di band emergenti è una triste realtà che si estende un po’ ovunque in Italia. E’ veramente dura per gli artisti al giorno d’oggi pubblicizzare e promuovere la propria musica.

5) Un consiglio musicale che sentite di dare: Nella musica, mettete sempre e prima di tutto, il divertimento!

Birra alla mano, telefoni in tasca (basta fare le foto ai concerti col telefono), occhi ben aperti e soprattutto: orecchie ben aperte! E buona serata! A Venerdì