ignoranza

Abbiamo sdoganato l’ignoranza

“We are the champions, il mitico brano! Siamo pronti ed andiamo a suonarlo”. No, non è la classica tribute band intenta ad eseguire, su un palco pieno di luci, il successo dei Queen. Non è nemmeno Freddie Mercury che è resuscitato, pronto a strappare il microfono dall’asta ed esaltare uno stadio.

“Lo suoniamo”, dice eccitato lo speaker di una radio nazionale.

Un po’ come mandare in onda un intervento neurochirurgico e dire “lo operiamo”, oppure riprendere con una videocamera il macchinista di un treno e dire “lo guidiamo”. Potrei andare avanti ore, sappiatelo. Questa moda di sdoganare l’ignoranza ci fa sembrare tutti capaci di tutto, ed è il metro di ciò nasce dalle parole spese in modo quasi automatico, enfatizzato, figo.

Ci troviamo speaker che suonano i Queen premendo un tasto, personaggi che “trombano a facoltà” e si auto eleggono cantanti, specialisti onnivori di qualsiasi argomento quotidiano navighi sui social (oggi virologi, domani costituzionalisti, tra un mese economisti mondiali), espertoni ad ogni angolo, insomma.

Una volta c’era “l’esperto della domenica”, ora lo sdoganamento del know how si è esteso a tutta la settimana. Una volta la parola “ignorante” aveva un senso preciso, oggi vale tutto. Abbiamo sdoganato tutto: il politico che lo diventa senza avere alcun background di cultura politica minima, l’odiatore delle folle, che fa ricerche di mercato per capire dove va inserito il coltello nella pancia degli elettori. E ancora, quello “che ha imparato a studiare per poterti fregare” (cit. Luca Carboni).

C’è di tutto, molte cose sono sempre esistite, fanno parte della nostra cultura e società, inutile raccontarci un’ altra storia. D’altra parte, se guardiamo fuori dai nostri confini la situazione non migliora. Ci sono rappresentanti istituzionali di interi paesi che sono contro la lotta al riscaldamento globale. E ancora, persone che giustificano la violenza su una donna con un semplice “se si veste così, se la cerca”, tanti, troppi episodi di bullismo ai danni di persone diversamente abili.

Cosa c’entra tutto questo con lo speaker che dice di suonare un brano dei Queen? C’entra eccome. Perché se non impariamo a chiamare le cose col loro nome, ad approfondire, a battere la testa nella conoscenza, arriveremo ad essere meno eruditi dell’uomo di Neanderthal. Signori, ecco a voi la teoria dell’involuzione umana.