Il lungomai del Pd. Di Paolo Borghi

Una coalizione con quali strategie?

Ci è stato inviato questo intervento sul tema delle primarie del centrosinistra a Livorno. Buona lettura.

Una coalizione con quali strategie?

Di Paolo Borghi.

Il documento di intenti della coalizione di Centro Sinistra a Livorno dopo una gestazione un po’ catacombale con tanto di contorno di spifferi, annunci, emendamenti plateali di alcuni non contiene una apprezzabile messa a punto di nuove strategie per rimettere in movimento la città di livorno e la sua amministrazione. Ci possono essere opinioni diverse ma basta intendersi. Con i soli propositi non si mangia certo, ma le affermazioni di principio non fanno una strategia, e non è nemmeno strategia non ragionare di risorse e di opportunità disponibili. Il risultato così è un documento fortemente identitario (per alcuni versi sorprendentemente vecchio in molti richiami), e la stessa esemplificazione di numerosi nodi programmatici può perfino costituire un freno allo sviluppo di alcune iniziative e soluzioni da mettere in campo (sull’innovazione del ruolo del comune in particolare e su alcuni punti programmatici a partire dal nuovo ospedale e dal riassetto delle municipalizzate per arrivare al riassetto complessivo dell’area urbana attorno a nuove funzioni e priorità).

Vedremo meglio nel proseguimento della competizione politica nel centro sinistra e tra i quattro candidati alle primarie, perchè la questione di un programma amministrativo per le elezioni comunali ora è devoluta agli stessi candidati alle primarie e poi ancora al “Candidato” che ne uscirà del Centro Sinistra (prevedibilmente Marco Ruggeri se il PD terrà i suoi numeri). Evidentemente in rapporto con la società civile ed economica e agli elettori prima che con le forze politiche che compongono la stessa coalizione (ad oggi PSI; IDV; SEL), pur passando per l’iniziativa delle Primarie delle Idee che non sembra per ora essere diversa dal fare risonanza per opinioni e impostazioni che attraversano la stessa politica nelle sue diverse sfaccettature.

Con cio confermandosi ancora una volta tutto il peso della elezione maggioritaria diretta dei sindaci, ma anche le difficoltà stesse di quello che resta delle strutture di partito (nel centro sinistra ancora presenti!) a farsi motore delle società che intendono rappresentare, governare e cambiare. Ma non perché non riescano ad esprimere opinioni e tendenze, bensi’ perché tra “intendimento” e “gestione” i partiti hanno crescenti difficoltà a misurarsi proprio sulla identificazione di nuove strategie e, in questo documento è evidente, a staccarsi da vecchie impostazioni e ad attivare quei cambiamenti e quelle innovazioni pesanti che sono necessarie oggi per un diverso destino della nostra città.

Quindi dobbiamo rivolgere al Candidato (e in questo momento ai Candidati) del Centro Sinistra un appello: passare dai comuni intenti per il cambiamento (e per il cambiamento anche della classe dirigente) e dalle sommarie indicazioni per un futuro migliore, e da piu’ o meno sottili critiche alle Amministrazioni precedenti e a quelle in scadenza, alla concretezza di Strategie e obbiettivi necessari e possibili sui temi fondamentali (Sviluppo, Occupazione, Equità, Infrastrutture e Servizi, Ambiente ed energia, Organizzazione istituzionale e burocratica) distinguendo per quanto possibile le strategie per la città e il suo territorio (per farla uscire dal declino e dalla crescente regressione sociale, politica, organizzativa) dalle strategie operative che il Comune piu’ realizzare per sostenere, per quanto di competenza e possibilità e con le risorse economiche e giuridiche attivabili, questa stessa strategia piu’ generale composta da sinergie e alleanze con altre istituzioni ma soprattutto dalla iniziativa dei singoli, delle imprese, dei sistemi finanziari e organizzativi.