Brexit Fuoricomeva

Qui Radio Londra. La Brexit

Il nostro corrispondente da Londra, Giacomo Fantei (autore del blog Lavoraalondra e della rispettiva pagina Facebook “Italiani a Londra”) ci dice la sua dall’interno della nazione che tra due giorni deciderà tra LEAVE dall’Unione Europea oppure REMAIN.

Ho ritenuto opportuno, causa l’imminente voto che sancirà o meno l’uscita della Gran Bretagna (da qui in poi mi riferirò a questa utilizzando l’acronimo GB) dall’Europa, intervenire con un breve ma spero utile sunto riguardo questo Referendum meglio conosciuto con il nome di Brexit (simpatico gioco ti parole creato utilizzando l’inizio della parola BRitan in Italiano Britannia e l’equivalente inglese di uscita EXIT). In queste 2 pagine (in parte perché spronato dal mio grande amico Valerio Ferretti blogger di Fuoricomeva) ho cercato di riassumere il pensiero, i pro, i contro e di fornire le statistiche aggiornate al minuto degli exit pool per il Referendum che mercoledì terrà la GB e l’Europa “col fiato sospeso”.

Al momento la popolazione britannica è divisa esattamente a metà, con un 13% di NON LO SO, il resto è equamente spartito tra SI e NO. Per dare una corretta visione d’insieme riguardo alle percentuali è giusto dire che entrambe le due linee di pensiero sono saldamente ancorate su basi e proiezioni numeriche tutt’altro che strampalate, entrambe offrono infatti argomentazioni valide e sostenute dati alla mano da ogni loro singolo esponente.

I punti focali di questa scelta sono di fatto: immigrazione, sanità pubblica (che da ora in poi chiamerò con il suo acronimo NHS), forza lavoro, e impatto economico. Come pero in ogni buon argomento politico non mancano, omissioni e le contraddizioni “oscurate” che se non viste possono rendere il brutto, pessimo e il bello, eccezionale. Cercherò qui di seguito di darvi il quadro più imparziale e chiaro possibile raccogliendo da gli articoli provenienti da ambo le parti, alcune delle possibili conseguenze del Lasciare o Rimanere.

E’ ozioso specificare che se la permanenza della GB in Europa fosse stata tutta “rose e fiori” non sarebbero arrivati a questo punto, quindi bisogna essere onesti e dire che forse un po di malgoverno anche nell’UE esiste ciò però non toglie che molti dei problemi forse sono interni piuttosto che collegati all’unione.

Detto ciò ecco cosa pensano gli inglesi quando scelgono di:

Lasciare
•economicamente si apre un’ampia serie di possibili collaborazioni su mercati internazionali emergenti come quelli asiatici o con i rinati Stati Uniti d’America dove la GB avrebbe l’occasione di partecipare più attivamente di quanto stia facendo ad oggi in Europa.

•ad oggi la GB contribuisce in minima parte all’economia Europea (non ha mai voluto di fatto adottare la moneta comune)e onestamente è come se non fosse mai stata veramente parte dell’Europa. Da secoli infatti la GB è l’outsider per antonomasia, con un economia forte perché quasi del tutto indipendente ma sopratutto perché costruita sulle crisi. Dalla rivoluzione industriale in poi infatti qui hanno sempre imparato dai propri errori quindi che uscire sia uno sbaglio o meno saprebbero comunque farne tesoro. Poi diciamocelo chiaramente se sono sopravvissuti alla Tatcher posso sopravvivere anche a questo (per fare un esempio sotto la Tatcher la GB è stata per diversi anni la seconda economia più povera in Europa e così è rimasta fino allo sviluppo delle proprie politiche agricole).

•Inoltre dal punto di vista Europeo la perdita della GB non sembra rappresentare un grande problema quindi probabilmente vale lo stesso per la GB per cui l’uscita non rappresenterebbe poi uno scenario così drastico.

•NHS Quando è stata fondata nel 1948 la popolazione era di circa 50 mln ed servizi erano eccellenti e sempre garantiti. Anche dopo anni di crescita con 15 mln di abitanti in più i servizi rimanevano comunque eccellenti, ma adesso dati i ritmi di crescita della popolazione per molti la sanità pubblica a breve non sara più capace di garantire non solo gli standard di eccellenza ma addirittura il pacchetto completo. Ad oggi infatti la popolazione inglese cresce a livelli smisurati a cause della forte immigrazione e secondo alcuni in un futuro molto prossimo la sanità pubblica non sarà più in grado di sopportare il flusso di pazienti e si ritroverà incapace di garantire anche i servizi minimi di assistenza. Questo perché come in Italia qui per accedere ai servizi dell’NHS basta iscrivervisi.

•più controllo sui flussi migratori arrivano troppi immigrati e il flusso va ridotto drasticamente se non addirittura interrotto. Nella visione d’insieme questo darebbe un forte stimolo alla forza lavoro inglese che adesso è soffocata dalla manodopera straniera.

Rimanere
•cosa succederebbe se l’Europa in un futuro non troppo remoto diventasse un “super-stato” , il costo di un successivo rientro sarebbe troppo alto o addirittura la possibilità sarebbe esclusa del tutto. Si perderebbe inoltre il diritto al libero commercio di beni e forza lavoro.

•Secondo le recenti stime il flusso di immigrati è composto per la maggior sua maggior parte da immigrati provenienti da stati extraeuropei, quindi non è detto che l’uscita riesca a dare un maggior controllo sull’immigrazione stessa. Si stima inoltre che sia impossibile raggiungere il target d’immigrazione “Ideale” dato che non ci sono abbastanza lavoratori inglesi da sostenere la domanda. La GB necessita la presenza, l’esperienza e le conoscenze dei lavoratori stranieri perché è su queste che ha costruito la sua efficienza.

•VISA, Le richieste del visto sia per studio che per lavoro aumenterebbero. Il fatto di doverne richiedere uno diventerebbe un deterrente importante per la scelta di dove andare a studiare o a lavorare. Tenete conto che la GB vanta alcune tra le più prestigiose (e costose) università di tutto il mondo per non parlare del fatto che come NY, Londra ha fatto della poli-etnia uno dei sui punti di forza (e di maggior guadagno)

•Non so se l’uscita colpirà retroattivamente o no, ma sicuramente andrà ad influenzare il rapporto datore-dipendente. Dovesse essere data la possibilità di scegliere O VAI, O STAI l’impatto su molti business inglesi in termini fiscali e di diminuzione della forza lavoro potrebbe essere letale.

•Ad oggi ci sono molti immigrati che non sono regolarmente iscritti alle rispettive ambasciate ma che lavorano e pagano regolarmente le tasse. Come è risaputo è possibile per i lavoratori stranieri richiedere indietro l’intero ammontare di tasse pagato con, come unica condizione, il l’impossibilità di lavorare di nuovo in GB. Sarebbe la GB in grado di sostenere una tale ed eventuale fuoriuscita di denaro come causa dell’uscita dall’Europa.

Qui un link al sito della BBC dove trovare gli exit pool aggiornati