Salvini

Un po’ di silenzio, grazie

Ho aspettato fino ad ora per scrivere qualcosa, ma è da ieri mattina che non posso non pensare al Carabiniere ucciso a Roma. Mi da una tristezza infinita pensare che un quasi mio coetaneo possa morire facendo il suo lavoro per una cifra pari a 100 euro. Ma la stessa tristezza mi avrebbe procurato sapere che la cifra poteva essere più alta o che un vicebrigadiere possa morire guadagnando 3.000 euro anziché 1.400. Perché, seppure impressionino le cifre, non è ciò che conta. È l’efferatezza e la precarietà della vita a dare sconforto. Aggiungo, inoltre, che di tutti i corpi che dovrebbero garantire l’ordine pubblico, ho sempre nutrito estrema fiducia nei Carabinieri, per il loro ruolo che svolgono a tutela dell’individuo e chi è cresciuto come me in paese sa di cosa parlo. Il Carabiniere è il punto di riferimento di tutti. Quanto si ha un problema qualsiasi è a loro che ci si rivolge. Per questo non ho mai tollerato comportamenti omertosi come quelli che si sono verificati nel caso Cucchi.

Colgo l’occasione, però, per aggiungere alcune riflessioni:

– Il tema sicurezza esiste eccome (lo dico soprattutto agli amici di sinistra) ed esiste in misura più grande per i poveri o gli ultimi della società. Tra gli ultimi si annoverano cittadini italiani e stranieri che vivono nelle periferie o nelle grandi città – ma vi assicuro che in Spagna non è tanto differente – anche se le statistiche ci indicano che in Italia i delitti sono in calo e vivere in Europa è una gran fortuna. A poco però valgono i numeri e quindi il succo della questione non cambia: l’insicurezza è diffusa tra la gente e ciò ingenera paura e diffidenza per il diverso, lo straniero. Fatto sta che il dibattito, a partire dal responsabile nazionale per l’ordine pubblico – il Capitano – è stato monopolizzato dal tema della “caccia al nordafricano” per quasi 12 ore. Addirittura, non potendo essere biondo, questo nordafricano aveva le meches. Badate bene che anche la vittima non era quella giusta: si era parlato di una donna. Si sa, le donne sono più deboli e un nordafricano che si fosse approfittato di una donna avrebbe commesso un delitto ancora più grave. Invece pare – e dico pare perché ancora le indagini non si sono concluse – che ad essere derubato era stato uno spacciatore. Questo clima, inevitabilmente, inoltre, genera effetti che oramai vanno oltre le singole vicende: basti leggere i commenti come quelli relativi al naufragio di ieri al largo delle coste della Libia. Quindi, la sicurezza deve essere patrimonio di tutti, soprattutto dei più deboli, Carabinieri compresi.

Pena di morte: non esiste alcun studio che abbia provato la correlazione negativa tra pena di morte e numero dei reati. Il web, se usato bene, aiuta a chiarirsi le idee (vedi Amnesty Campagne ) quindi basta discutere del nulla. La Toscana è stato il primo stato al mondo ad averla abolita e noi toscani dovremmo essere orgogliosi di portarci addosso questo “fardello” di civiltà.

Lavori forzati: qualcuno alle 9 della mattina, a indagini in corso, già parlava di lavori forzati a vita. In Italia, grazie ai notevoli passi fatti dalla nostra democrazia negli ultimi 500 anni, non esistono e non esistono in nessun Paese civile del mondo. Nei Paesi avanzati non esiste nemmeno l’ergastolo, come in Norvegia, ad esempio (Presa diretta dal min. 01.02.00 – piuttosto servizi lavorativi con finalità di reinserimento sociale. Quando si propongono lavori forzati si torna indietro di secoli.

Infine, alcune domande:
– È possibile pretendere sicurezza dalla persona che dovrebbe assicurarla, quale il ministro Matteo Salvini, pagato da tutti noi per quello? Io credo di sì. La responsabilità dell’ordine pubblico e l’incolumità delle Forze dell’Ordine, da maggio 2018, è tutta sua. Chiudere i porti o promettere rimpatri mai avvenuti ha migliorato la situazione italiana? Credo di no.

– È possibile prevedere sistemi che tutelino le Forze dell’Ordine senza al contempo danneggiare i cittadini? Esistono materiali con i quali dotare le FFOO che possano attenuare una coltellata? Credo di sì. È giusto inviare in una operazione così delicata un carabiniere in borghese? Io, personalmente, credo di no.

Ps: Quanto successo sui media e social network ieri è sotto l’occhio di tutti. Mi sento quindi di dare un consiglio spassionato. Evitiamo di rincorrere le dichiarazioni dei politici di turno, che per speculare – come giustamente già aveva detto Roberto Saviano (post Facebook) – avevano dato in pasto una storia totalmente inventata alla rabbia e fame di giustizia sociale del popolino. Prima di commentare di tutto e di più, prendiamoci del tempo per riflettere e conserviamo la fiducia nelle Istituzioni, quali Forze dell’Ordine e Magistratura. Credo che, fortunatamente, funzionino ancora meglio del nostro Ministro dell’Interno.

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