Marta Cartabia

La Corte Conservatrice

In questi giorni la Corte Costituzionale ha eletto il suo Presidente, il giudice Marta Cartabia, insigne giurista e, soprattutto, donna.

Sempre in questi giorni, su tutti i giornali la notizia è stata festeggiata come una grande rivoluzione rosa; tutti siamo contenti se nel nostro Paese, una donna, conquista posti di Potere specie dopo le elezioni in Finlandia, che hanno visto uscire trionfante una giovane donna di sinistra.

Peccato che in Italia queste cose rappresentino un valore, non parlando di programmi. Dovremmo anche domandarci un po’ cosa questa insigne giurista pensa su temi delicati, su cui la Consulta decide spesso e in maniera incisiva.

Intendiamoci: la nostra Corte Costituzionale è un po’ diversa (specie nella natura politica) dalla Suprema Corte USA, ma, visto che seguiamo molto la nomina di ogni giudice costituzionale statunitense con molto interesse (conservatori vs liberal, derby di sempre) ecco, in breve, alcune posizioni della giudice Cartabia:

-Matrimonio omosessuale: ”Mantenere su un piano distinto il matrimonio e la famiglia rispetto ad altre forme di convivenza non è discriminare ma operare distinzioni”

-Testamento biologico: ”Il diritto all’autodeterminazione del soggetto incapace: un ossimoro, se non fosse affermato dalla Suprema Corte di cassazione”

-Eutanasia e aborto: ”È così che si arriva persino ad affermare il “diritto a non nascere” o il “diritto a darsi la morte”, il cui effetto è la negazione del soggetto stesso”

Non si fa giustizia alla persona, commentando unicamente con “È la prima donna eletta alla presidenza dell’organo x,y o z”. Sarebbe bene gioirne (e criticarne, magari) le legittime posizioni politiche.