DDL Cirinnà, s’ha da fare

C’è ancora da aspettare per l’approvazione del DDL Cirinnà sulle Unioni Civili, forse per il 24 Febbraio (spero di questo anno, ma non ci sarebbe da stupirsi del contrario…) sapremo se la civilissima Italia avrà una sua disciplina in materia. Sì perché l’Italia, è l’unico Paese fondatore dell’UE che non ha ancora elaborato alcuna disciplina in merito. Già questo dovrebbe bastare per svegliare molti politici.

Di Battista nel video condiviso ieri attraverso la sua pagina di Fb, rimarca un punto che a me personalmente ha colpito molto: ”Siamo anche noi d’accordo a sbrigarci per votare questa legge… così possiamo dedicarci ad altro, perché il Paese ha anche altri problemi…”. Bene, il “Dibba” fa lo stesso ragionamento che hanno fatto tutti i politici dal 2000 (circa) ai giorni nostri: ”Ma tanto con tutti i problemi che abbiamo, ci mettiamo adesso a pensare alle Unioni Civili?”. E allora gli altri Paesi dell’UE come hanno fatto? Quando si parla di diritti e tutele per le minoranze bisogna aspettare di essere una super potenza stile USA per legiferare? Peccato non possa domandargli quando potrà esistere un momento di “senza problemi” in cui lavorare esclusivamente su tali temi…

Ma vabbè, andiamo avanti. Dalle parole di Di Battista emergono anche altre incongruenze: se ci tiene a votare velocemente la legge, come mai il suo Movimento non ha accettato la prassi del “canguro” (in breve è una prassi adoperata in Senato, come manovra anti-ostruzionistica che permette di accorpare emendamenti ritenuti simili o di contenuto analogo)? Lui ha provato a dare, nel video, una spiegazione che sà di arrampicata sugli specchi. Nella sua spiegazione alla “Frank Underwood “, riuscita malissimo per altro, prova ad abbindolare gli spettatori con numeri, scienza politica, tencicismi e quant’altro. Tralasciando il fatto che il suo Movimento ha sempre saputo, fin dall’inizio delle difficoltà generali di portare avanti un disegno di legge come questo. Un percorso che è stato travagliato fin dall’inizio a causa, soprattutto, dei contrasti interni al PD (cosa che per altro il Dibba fieramente rimarcava nel suo video). Una cosa ovviamente scavalcabile (ha fatto questo la Cirinnà) se c’è il consenso delle altre forze politiche presenti in Parlamento. Quale poteva essere, ad esempio, il Movimento 5 Stelle, che fin dall’inizio si era pronunciato a favore dell’approvazione della legge (per poi fare un passo indietro e dare “libertà di coscienza” al proprio gruppo). Per questo ribadisco, che per il Movimento, la cosa giusta da fare era digerire il “canguro” e uscirsene a testa alta. “Canguro” necessario, come spiega Giuditta Pini (PD), affinché il Parlamento non rimanesse sulla questione altri 2-3 mesi (2 mesi senza giorni di festa e lavori in aula solo su quello impiegando al giorno 24h).

Ma da questo ultimo punto mi sorgono delle domande. Strano che professionisti del settore come Casaleggio & Co. non abbiano colto al volo l’occasione. Forse perché anche all’interno del Movimento non c’è condivisione? E quindi preferite cogliere l’occasione di far perdere voti al PD tramite il DDL (per attaccare il PD la condivisione c’è sempre)? Possibile che per voi ogni occasione è buona per vedere se il Movimento è salito nei sondaggi elettorali? Dobbiamo davvero ridurre la politica a questo?

Ci tengo a precisare che questo articolo non deve convincere nessuno. Penso che arrivati a questo punto, e con tutte le informazioni che ci sono state, un pensiero sulla questione l’abbiamo eleborato tutti. Il mio intento era quello di scrivere le molteplici incongruenze e assurde difficoltà politiche scaturite in questo ultimo periodo all’avvicinarsi dell’approvazione. Che spero in ultima istanza, avvenga al più presto, per stare al passo con i tempi e concedere diritti, a chi da sempre, ne è stato privato.

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