Calcio: Tavecchio e Lotito, riflesso politico

Calcio: Tavecchio e Lotito, riflesso politico

“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”. (P. P. Pasolini)

Così parlava del calcio un celebre poeta come Pier Paolo Pasolini. Una partita di calcio, per molti di noi, è gioia, dolore, sconfitta, vittoria… tutte sensazioni che ci vengono a mancare quando finisce la stagione calcistica. Per fortuna però, è una astinenza momentanea, perché pochi mesi dopo (e come cavolo sono pesanti quei mesi… ) ritorna tutto com’era prima. Astinenza a volte alleviata quando si è nell’anno giusto, potendoci godere le competizioni tra Nazionali. In quel momento, viene fuori “l’orgoglio italico” in tutti noi, quello che per ora non si è mai visto uscire in ambito politico.

Cosa ci combina la politica col calcio!? Parrebbe che con la politica il calcio si limiti a dei semplici paragoni, ma in realtà le due cose sono strettamente collegate. La realtà calcistica del nostro Paese è assolutamente un riflesso di quella che è la realtà politica in Italia.

Quest’anno il campionato italiano è iniziato molto prima. Prima di tutti gli altri campionati di calcio. È iniziato precisamente all’elezione del Presidente Tavecchio alla guida della FIGC. Era importante, dopo il netto fallimento della gestione dell’ex Presidente Abete, dare un cambio netto alle direttive della Federazione. Il risultato più banale sarebbe stato quello di scegliere un Dirigente dal volto nuovo e che avesse già fatto un po’ di gavetta nell’ambito di Federazione. Questi requisiti potevamo riscontrarli nello sfidante di Tavecchio: Demetrio Albertini.

Demetrio Albertini nonostante abbia goduto dell’appoggio di tutte le compagini tecniche della FIGC (AIA, AIC e AIAC), non è riuscito a farcela, causa, la forte opposizione di quasi tutti i club della Serie A e della Serie B. Eccetto rari casi, come ad esempio Juventus e Roma, per quanto riguarda la massima serie.

Questo la dice lunga sugli appoggi goduti da Carlo Tavecchio ( della vicenda Tavecchio ne ha parlato anche Tommaso Masini in un articolo su questo blog). Colui che fin dall’inizio si è impegnato per la “causa Tavecchio”, tanto che potremmo definirlo quasi come un suo “Capo Staff”, è stato il Presidente della Lazio Claudio Lotito. Un uomo, un imprenditore, che concentra quanto più possa esistere di peggio in un Dirigente Societario. Presidente di una squadra, per altro, quotata in borsa. Per questo signore, parla la sua fedina penale (tratto da wikipedia):

– Nel 1992 viene coinvolto in un’inchiesta della magistratura sugli appalti della regione Lazio ed in seguito arrestato

–  Il 3 marzo 2009 Claudio Lotito è stato condannato in 1º grado a due anni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza sui titoli del club biancoceleste

– Nel gennaio 2014 il reato di aggiotaggio è prescritto, mentre la pena per l’omessa alienazione di partecipazioni dovrà essere rideterminata dalla corte di appello di Milano per decisione della Quinta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione, la decisione vale per entrambi gli imputati Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma

Ora, è molto soggettivo che piaccia o non piaccia una persona, ma di fronte a questo elenco, non si può che essere obbiettivi. Soprattutto se questo soggetto si trovi a rappresentare la Nazione tramite un posto nel Consiglio Federale della FIGC, che di conseguenza gli dà accesso di assistere alle partite direttamente dalla panchina. “Io non voglio essere rappresentato da elementi di questo tipo”.

Ed eccoci qua…. siamo ritornati al punto di partenza, l’ultima frase virgolettata che ho scritto… Quante volte l’avremmo letta in riferimento a qualche politico? Possibile che ovunque ci si muova in questo Paese, esistono mele marce in stato avanzato? Cambierà mai questa situazione? Albertini forse, non sarebbe stato il Presidente migliore di sempre, ma comunque non avrebbe mai accolto nella sua squadra personaggi come Lotito. Anzi lo definisce un “Gaucci” (ex Presidente del Perugia), altro bel soggettino che abbiamo conosciuto qualche annetto fa.