charlie hebdo

Una matita non è un kalashnikov

Sono passate poche ore dall’attentato alla redazione di Charlie Ebdo, tutti, o quasi, abbiamo visto l’agghiacciante video dell’esecuzione dell’agente di polizia da parte del commando terrorista, e ne siamo rimasti scossi.

Il mondo si è stretto attorno alla redazione del giornale satirico parigino, alla Francia e ai familiari delle vittime: particolarmente toccante è stata la solidarietà fra vignettisti di tutto il globo che hanno pubblicato vignette in solidarietà ai colleghi.

Nella cultura occidentale (prego non da leggersi come “superiorità” etico morale, N.d.R) la libertà di espressione e di stampa è un diritto inalienabile e ormai connaturato nella democrazia liberale, proprio perché alimenta il dibattito (principalmente politico) e costruisce cittadini e non sudditi; è proprio su quest’ultima dicotomia che, storicamente, tutti i regimi oscurantisti, assoluti e oppressivi hanno sempre negato questi diritti. Si pensi alla Storia del nostro Paese: Stato della Chiesa, Regno delle Due Sicilie e i vari Ducati dell’Italia Centrale, avevano il servizio di censura più “efficiente” dell’epoca.

Questi diritti, garantiti costituzionalmente, possono, devono essere difesi dalla barbarie, non solo del terrorismo di matrice islamica, ma da parte di tutti i terrorismi (anche psicologici, si pensi, per esempio, ai picchettaggi davanti alle cliniche per l’aborto) chi si sente offeso da un articolo, un pensiero che ritiene diffamatorio o discriminatorio, può “rivolgersi ai tribunali”  come disse l’allora Premier francese Ayrault sempre in occasione delle minacce ricevute da Charlie Hebdo nel 2012.

Questa era la filippica filosofica, ora veniamo alle polemiche seguite a quest’eccidio (le polemiche sono ancora il campo vero del Made in Italy, polemiche cialtrone e pretestuose).

Le ho divise in tre classi, vediamole

Estrema Destra: A Pisa, il “Comitato No Moschea” (la cui presidente onoraria è Daniela Santanchè) ci fa notare che non “aspetteremo (chi?) che facciano (chi?) saltare in aria la Torre di Pisa. Beh, ragazzi miei, noi a Livorno siamo meno tranquilli di voi: il simbolo della città sono quattro pirati saraceni incatenati ai piedi del Granduca Ferdinando I. (Sorvolo volutamente su ciò che scrive Salvini su Facebook, con un italiano, quantomeno zoppicante, fra l’altro)

Centro: C’è poi chi, su Twitter (dove in queste ore impazzano dei geni veri, N.d.R), per difendere il diritto alla libertà di espressione, invoca che l’Islam venga vietato in Europa.

Sinistra radical-chic : Ma lei, certo, Madame de Guillotine, Laura Boldrini, il cui primo pensiero non è stato alle vittime, ai familiari delle stesse o a difendere un diritto sacrosanto, no ma «ma ai musulmani che non vanno confusi con questi signori che per sbaglio hanno fatto un attentato”. Vince il Premio G.A.C della settimana. Spero che questa donna non diventi mai Capo dello Stato, dovesse succedere inizierò una raccolta firme per il ritorno alla monarchia sotto il ramo Savoia-Aosta.

“OltrelaDestraelaSinistra”: chiaro i cinquestelle, che sul sacro blog, ci spiegano che è tutto un gomblottone (daje) orchestrato dalla Russia o, se vous preferez, da Israele (allego foto)

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Ecco, queste tre classi, almeno in queste ore abbiano la decenza di tacere, per una questione di umanità, almeno.

Questo attacco fa piangere chi ama la libertà, in queste ore la Marianne piange e con lei tutta l’Europa.