Foto bandiera europea

UE – 4 riflessioni dei giorni nostri

UE e #Grexit

Sfogliando decine e decine di articoli sull’argomento, in questi momenti di difficoltà ellenica apparentemente trascorsa, mi sono ritrovato a riflettere schematicamente su 4 punti che mi sono venuti in mente riflettendo sull’attuale UE.

Veniamo da un periodo travagliato dove, a seguito di un non ben giustificato referendum, il timore della #Grexit sembra essere ormai lontano, ma non credo che questo nuovo e posticcio equilibrio rappresenti una scelta lungimirante.

Ma finita la questione? Beh non credo di sciogliere un nodo gordiano nell’affermare che la cancelliera più famosa del mondo, abbia chiesto esplicitamente e politicamente la “testa” di quel ministro delle Finanze con una leadership ingombrante, un’autorità che ha fatto invidia a tutti ed una spiccata passione per le motociclette. Che Varoufakis si sia “sacrificato” prima del siluramento di Tsipras è cosa nota, com’è noto che ne sentiremo ancora parlare per molto tempo.

Il “rimpasto” di governo adoperato da Tsipras negli ultimi giorni, ha sensibilmente diminuito lo Status Symbol di “Bastian Contrario anti-Germania” che si era abilmente costruito fin dai giorni della campagna elettorale, e la piazza sembra essersene accorta.

Giunto alla fine di questa disamina, mi sono fermato a riflettere su cosa possa essere segno di una Buona Europa (ora questo “buona” va di moda, soprattutto nei ddl) e in cosa, invece, essa abbia toppato miseramente, racchiudendo questo ragionamento in 2 punti per parte.

  1. l’UE delle possibilità

    Molto spesso tanti euroscettisci cassano aprioristicamente le logiche dell’UE, trincerandosi dietro le speculazioni, le diversità sociali, le applicazioni di leggi assurde e le banche. E’ vero, abbiamo tutto questo e le zone d’ombra sono moltissime, ma ciò che possiamo avere e che il nostro paese non è più in grado di darci sono le possibilità.

    Volete un esempio concreto? Il FESR, ovvero il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, è solamente uno dei tanti organi interni all’UE, capace di elargire finanziamenti (anche a fondo perduto) per chiunque sia in grado di formulare progetti consoni ai bandi di concorso. Ho preso parte ad un progetto finanziato con queste metodologie, e posso assicurare che sono un ottima fonte di occupazione, creazione di lavoro e nuove tecnologie.

  2. L’UE DEI DIRITTI CIVILI

    E’ di pochissime ore fa la scivolata mediatica compiuta da uno sbadato Matteo Salvini, e si sa, con i Social Network alle calcagna, far politica non è più così semplice come qualche anno fa.

    Dal web si è innalzato un coro unico: “studia somaro, proprio perché il leader della Lega, in un suo post infelice, aveva considerato la Corte di Strasburgo organo decisionale dell’UE, colpevolizzandola di stare troppo a pensare alle unioni gay e meno alla disoccupazione, tasse, pensioni, ecc ecc

    La figuraccia risiede nel fatto che ovviamente la CEDU non fa direttamente parte dell’UE, essendo un organo internazionale, ma i diritti fondamentali dell’uomo sono stati i punti cardine della fondazione dell’attuale UE. Ad esempio, senza l’UE ed i diritti civili, non esisterebbe la possibilità di rivolgersi alla corte di giustizia europea.

    Diciamo che a seguito della carta di Nizza, approvata poi a Lisbona, si gettano le basi per un diritto comunitario che salvaguarda la nostra dignità, uguaglianza e, tra i punti, ovviamente la giustizia.

    Come al solito a noi giovani appaiono cose ovvie e scontate.. dovremmo provare a raccontarle a qualche nonno.

  3. LE OMBRE DELL’UE: I TASSI D’INTERESSE ED IL DEBITO GRECO

    Continuo sempre facendo la “sponda” con notizie diventate virali nei giorni passati.Non so se vi siete persi un video dell’ex presidente del consiglio, ex Ministro degli affari esteri, ex qualsiasi cosa, Massimo D’alema. Considerato da tutti “noioso” e anacronistico, ogni tanto si risveglia e, come in queste situazioni, compie letture veramente incalzanti.

    Ok, è appurato che le cifre sparate siano leggermente gonfiate, sicuramente anche per “doveri televisivi”, va da sé che D’Alema esprime una tremenda verità della nostra UE: pur essendo in regime di moneta unica, essa non ha per tutti lo stesso valore.

    Da questo si arriva al nocciolo della questione: Perché conviene prestare soldi alla Grecia (ovvero comprarne i titoli)?

    Ed è l’esempio di D’alema: stessa moneta, valore diverso. Le banche tedesche (ma ovviamente non sono solo loro a farlo) acquisiscono denaro (con un costo bassissimo) dai risparmiatori tedeschi, comprano titoli della Grecia dove il costo del denaro è molto alto, e guadagnano con il tasso d’interesse.

    Per quanto il problema greco fosse già noto, con un’industria praticamente inesistente e non competitiva, zero investimenti e troppi impiegati pubblici, essa è stata “curata” (e non guarita) con mezzi sbagliati di austerità e prestiti a doppio taglio.
    Una strategia speculatrice e fratricida, che aumenta le diseguaglianze, ma resta sempre l’arma preferita dai “piani alti”.

  4. LE OMBRE DELL’UE: MELILLA

    Concludo con un punto che mi sta particolarmente a cuore.

    Probabilmente molti di voi conosceranno la questione. Sinceramente tutte le mie convinzioni pro-UE, anti-euroscettici e un orgoglio che avevo di sentirmi “europeo” nell’accezione comunitaria del termine, si sono sciolte con i servizi di Piazzapulita.

    (Guardate entrambi i servizi, il primo è dedicato al “lavoro” inumano che viene concesso per una legge di decine di anni fa, che porta migliaia di persone ad una lotta tremenda, per portare dei pacchi che potrebbero contenere anche nostri indumenti.)

    Melilla è in Marocco, ma è una città autonoma spagnola quindi, a tutti gli effetti, chi tocca terra a Melilla, è nell’UE.

    Va da sé che la stragrande maggioranza di persone in difficoltà nella zona dell’Africa settentrionale, vedano in questa città una vera e propria El Dorado, una salvezza a pochi metri.

    Ma non è così: l’UE, l’organo che dovrebbe essere nato per abbattere i muri delle fotografia migranti campo da golfdiseguaglianze, dei diritti oligarchici, delle dittature e degli orrori umani, a Melilla, si difende dietro a 12 Km di barriere altre 3 metri, costruite con 30 milioni di euro pagati dalla Comunità Europea e, oltretutto, costruisce costosi campi da golf proprio in prossimità delle barriere.

    Il risultato sono migliaia di poveracci che cercano di oltrepassare queste barriere, in balia della guardia Civil spagnola da un lato, e della Polizia Marocchina dall’altro che li spinge nei boschi, bruciando le loro tende e picchiandoli a sangue.

Lascio a voi la sentenza finale, per un dibattito che, a mio parere è sempre aperto e lo rimarrà ancora per molto tempo.