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Purosangue livornesi. Intervista all'AVIS Livorno

Purosangue livornesi. Intervista all’AVIS Livorno

Abbiamo raggiunto l’Avis ed in particolare il presidente Giovanni Belfiore per fargli qualche domanda utile per capire il mondo delle donazioni e l’importanza che riveste. Buona lettura

Che realtà è quella dei donatori di sangue labronici?

I donatori di sangue livornesi in passato si sono sempre distinti per la loro grande disponibilità. Attualmente le donazioni dei donatori Avis Livorno riescono a ricoprire l’87% del totale raccolto al Centro Trasfusionale di Livorno. Le richieste di sangue e plasma sono comunque in aumento, di riscontro per cause diverse il numero dei donatori/donazioni è in forte calo.

In estate, il numero di donazioni cala moltissimo: che disagi crea questo calo?

Il periodo estivo è da considerasi quello più critico in assoluto, aumentano le richieste, da parte del sistema sanitario, mentre calano le donazioni. AVIS con la sua attività di sensibilizzazione e fidelizzazione dei propri soci cerca di garantire comunque l’autosufficienza trasfusionale livornese. Le difficoltà nascono dal fatto che venendo a mancare il sangue nei mesi estivi spesso le strutture ospedaliere si vedono costrette al rinvio delle operazioni programmate per cercare di garantire le scorte in caso di emergenze che spesso in estate sono maggiori.

Ricordiamo a tutti brevemente cosa si può donare e a cosa servono i vari emocomponenti donati.

La donazione di sangue intero è la forma di donazione più frequente e permette di prelevare allo stesso tempo tutte le componenti del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine che solo in seguito vengono separati. I globuli rossi sono utilizzati principalmente per curare l’anemia in pazienti affetti da malattie del sangue, per infusioni in pazienti oncologici oppure per le trasfusioni in caso di emorragie importanti che si possono verificare per traumi, interventi chirurgici tra cui i trapianti oppure durante il parto.
Si può altrimenti donare plasma, che viene trasfuso in casi rari ma molto gravi come come deficit di fattori della coagulazione. La maggior parte delle donazioni vengono però inviate all’industria farmaceutica per ottenere dei farmaci salvavita come immunoglobuline generiche e specifiche o fattori della coagulazione.
Infine, si possono donare le piastrine, che sono una trasfusione salvavita in persone che per leucemie o per tumori ne hanno un numero ridotto. Le piastrine servono per l’emostasi, cioè che si depositano sulle lesioni di un qualsiasi vaso leso e formano un aggregato che arresta la fuoriuscita di sangue.

In Italia donare sangue è un atto volontario e non retribuito. E’ d’accordo con questa scelta, anche alla luce di questi momenti di cali stagionali?

La legislazione italiana in materia di sicurezza trasfusionale è tra le più complete e stringenti in ambito della comunità europea. La donazione di sangue viene considerato un atto volontario anonimo gratuito e non retribuito. In alcuni stati europei, ma anche extraeuropei come gli usa esiste anche la possibilità di donare sangue dietro ricompensa, a discapito della sicurezza trasfusionale del ricevente ed anche del donatore. In Italia si è preferito puntare sulla sicurezza e sul dovere civico del candidato donatore.

Parliamo un po di Avis: come va questa associazione?

L’AVIS comunale di Livorno è presente sul territorio da 60 anni, nel tempo le cose sono molto cambiate. Anche l’AVIS risente della situazione economica, infatti molti donatori si sono allontanati dalla donazione per motivi personali e di lavoro. L’attività di Avis di anno in anno cresce, con sempre più idee innovative, volte ai giovani delle scuole, alle attività sportive, questo per cercare sempre di sensibilizzare i cittadini affinché diventino donatori.

Da quanti anni è presidente e su cosa ha fondato il suo mandato?

Ho sempre svolto attività di volontario in questo ambito sin da diciottenne dai tempi del liceo. Partecipo a questa realtà da oltre trenta anni ed ho all’attivo oltre 150 donazioni, sono presidente Avis da aprile 2007. In questi anni mi sono sempre impegnato per il progresso associativo su due fronti, da un lato stare al passo con i tempi dando inizio ad un profondo rinnovamento tecnologico in ambito associativo, e aspetto sicuramente più importante e fondamentale aprire la nostra associazione verso l’esterno, allacciando rapporti di collaborazione con la società civile con il mondo del terzo settore al cui interno operano molte associazioni a noi affini come mission, ed allacciando rapporti sempre più stretti e di proficua collaborazione con il mondo istituzionale e con il tessuto sociale cittadino entrando nei luoghi di lavoro nel mondo dello sport, creando forme di scambio socio culturale con le varie comunità straniere presenti sul nostro territorio, ed i risultati dopo tanto duro lavoro ci hanno sicuramente premiati.

Quale è il rapporto di Avis con le istituzioni: in che cosa si potrebbe decisamente migliorare?

Nel rapporto con le istituzione abbiamo sempre viaggiato con alti e bassi, il nostro principale interlocutore è da sempre l’amministrazione comunale, abbiamo in linea di massima sempre avuto rapporti di proficua collaborazione con i vari assessori al sociale e con le loro strutture tecniche, ci siamo sempre rapportati e confrontati su varie tematiche di nostro interesse e competenza con i sindaci, ed in questo caso le cose sono andate a fasi alterne, più complessa la collaborazione con il consiglio comunale per sua natura più eterogeneo e con componenti che si muovono con idee e concezioni diverse, ma abbiamo avuto modo di essere comunque ascoltati da alcune commissioni su problematiche socio sanitarie da noi segnalate. Sicuramente proficui sono stati e sono tutt’ora i rapporti con il mondo scolastico attraverso la collaborazione e massima disponibilità dei vari provveditori con cui ci siamo interfacciati, come ottimi sono i rapporti con le varie componenti delle forze armate presenti sul nostro territorio.

Chiudiamo con un appello a donare.

Mi limito a dire che purtroppo il sangue è una componente essenziale per far funzionare il sistema sanitario, ed è l’unico componente che non si può sintetizzare in laboratorio, quindi tutto il complesso sistema di cure per chi necessita di sangue, può tenersi in piedi solo attraverso il quotidiano gesto dei donatori. Le persone che quotidianamente sperano di poter vedere allungare le loro aspettative di vita sono tantissime e tutto dipende dal gesto che ognuno di noi può compiere dedicando tre quattro volte l’anno un’ora del proprio tempo a questo nobile gesto, semplicemente perché se avere il sangue a disposizione per chi ne necessità è un diritto, dovrebbe essere un dovere civico compiere questo gesto da parte di chi è in buona salute.