il palio che sarà

Il palio di domani

La stagione remiera si è appena conclusa, rimane da disputare la regata del “palio dell’antenna”, che non è proprio una regata ma una rievocazione storica di quelle che erano le gare remiere a Livorno circa 400 anni fa.

Per tutti i “vogatori” le fatiche di un inverno si concludono con il Palio marinaro disputatosi domenica scorsa e vinto dal Venezia, assoluto protagonista del 2014. Anno nel quale ha vinto la “Coppa Risiatori” la”Coppa Barontini” ed il palio.

Onore al Venezia quindi, ma ora bisogna pensare al futuro e a come rilanciare questo patrimonio cittadino. Negli ultimi anni i livornesi hanno perso il legame con il loro palio: sempre meno gente alle gare vuol dire sempre meno gente nelle cantine ad allenarsi, e si entra quindi in una spirale dalla quale, purtroppo, non si riesce ad uscire.

La scorsa amministrazione ha cercato di affrontare il problema, mostrando anche volontà nel farlo, ma senza un minimo di competernze specifiche (che tra l’altro per avere competenze in materia sarebbe bastato scendere nelle cantine un volta al mese, non è che si tratti di scindere un atomo) e soprattutto senza volontà di arrivare ad un compromesso con gli addetti a i lavori.

Il palio è stato quindi riformato: non più 16 rioni, ma 8 “super cantine” che, nelle intenzioni della riforma, avrebbero dovuto essere in grado di mandare in gare 2 barche senior, una a 10 remi ed una a 4, un barca junior ed un equipaggio femminile.

Se da un lato questa nuova organizzazione ha permesso alla città di vedere finalmente un palio dove tutte la boe sono occupate sia per i 10 che per i 4, molte sono le criticità che si sono presentate. Nell’ordine: non essendoci più la promozione alla categoria a 10, le gare delle gozzette a 4 hanno perso interesse, il tentativo di incentivare gli equipaggi junior e femminili è fallito, le struttutre che ospitano le palestre (le cantine) non sono attrezzate per poter gestire adeguatamente 4 equipaggi.

Ma allora cosa si deve fare per rilnciare questa tradizione? Esiste una formula dal quale ripartire? Certezze non ce ne sono, ma migliorie da poter porre in essere molte, sia dal punto di vista organizzativo che da quello “commerciale”.

Nello specifico quando parlo di organizzazione mi riferisco all’assegnazione di spazi congrui all’attività da svoglere, in quanto alcuni rioni si trovano a dover affrontare intere stagioni in palestre quantomeno fatiscenti.

Mentre il lato definito commerciale è quello che riguarda tanto le modalità in cui le gare vengono organizzate, sia come vengono legate al territorio.

Ora spetta alla giunta Nogarin trovare le soluzioni, ma visto che solo per scegliere l’assessore c’è voluto un mese, la prima proposta me l’aspetto nel 2018.