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Bella scoperta, questa Livorno!

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Mi chiamo Giulia e vengo dalla provincia di Milano. Sono figlia di una grande città e ogni volta, quando mi devo spostare per lavoro vado in giro per le ignote città italiane. Faccio gite esplorative di pochi giorni nelle destinazioni intermedie in cui mi trovo ad alloggiare e ogni tanto, devo dire che faccio delle belle scoperte.

Una di queste è stata Livorno. Sinceramente non avevo molte aspettative perché, diciamocelo, non è che se ne senta parlare e tra le città della Toscana sembra quasi la peggiore, almeno come reputazione. Ma dovevo trascorrerci 2 giorni e dovevo trovare qualcosa da fare.

Quindi prima mi sono fatta un giro su internet e già dalle immagini mi è parsa interessante e poi quando sono arrivata, mi sono immersa nella sua atmosfera, tra fascino decadente, sole e spontaneità.

Appena arrivata mi hanno accolta il vento, una lucente giornata di primavera e il profumo di salmastro. Il primo doveroso giro me lo sono fatto sul lungomare che sembra avere due facce. Da una parte le palme e le baracchine, ma se ti intrufoli all’interno puoi cogliere il mare, il fascino decadente degli stabilimenti balneari e dello scoglio della regina, un bagno così denominato perché quando la Regina Margherita veniva in città era solita andare al mare proprio lì. Questa decadenza sembra fare da backstage a quella che è una tra le più belle terrazze sul mare d’Italia: La Terrazza Mascagni. In origine spianata dei cavalleggeri, si chiamava Forte dei cavalleggeri proprio perché vi transitavano i soldati a cavallo x controllare la costa. Il suo andamento è sinuoso e le prospettive disegnate dalle mattonelle bianche e nere sono davvero infinite. Ci puoi trovare tutte le forme d’ozio dei livornesi: chi legge un libro, chi si gode un panino, chi prende il sole, chi fa una passeggiata o fa lanciare i sassi in mare al proprio figlio. Nei miti pomeriggi labronici, qui, il tempo si è fermato.

Mi giro e vedo l’imponenza dell’Hotel palazzo e decido di proseguire verso il resto del lungomare. La parte selvaggia la definirei. Più marina, arida addirittura che mi porta a mangiare un fritto misto in un cartoccio su un muretto e a vedere i casini d’Ardenza, un ex residence x turisti ricchi che a fine ottocento venivano in vacanza in città, collegati con un pontile di legno ai bagni pejani e dotati di taverna, sala biliardo e sala da ballo.

Il tutto scandito dalla presenza del mare e dagli scogli scuri che sono il tratto distintivo di questo tratto di mare che arriva fino al Romito dove scopri calette e posti nascosti da far invidia a Puglia e Sardegna.

Ma Livorno non è solo questo: in città puoi trovare due meravigliose fortezze e una piccola Venezia. Un quartiere incantevole quanto suggestivo attraversato dai canali, chiamati dai livornesi “I fossi“ che attraversano tutto il centro città compreso il Ponte più grande d’Italia che se ci passi in macchina non è altro che una piazza, Piazza della Repubblica, appunto.

E non mi voglio dimenticare né l’arte né la musica, sia di oggi che di ieri. Un Modigliani al Museo Fattori e il Sepolcro di Mascagni al cimitero della Misericordia oltre al conservatorio intitolato al compositore. Ma l’arte è di casa a Livorno e si respira tra la gente: tutti creativi, spontanei, goderecci e oziosi quanto basta.

Si perché, in questa città, se ti intrufoli bene, trovi delle specialità da leccarsi i baffi: cacciucco, cinque e cinque, frati, il baccalà, il bordatino e poi per digerire un bel ponce. Tutte cose del posto e che ti fanno sentire a casa, anche se vieni da fuori.

Bella scoperta, Livorno. Mi chiedo solo il perché non facciano più promozione territoriale o più manutenzione cittadina. Non è che i Livornesi la vogliono tutta per loro? Io nel frattempo mi fermo un giorno in più, prendo la macchina e vado a esplorare le colline magari con un bicchiere di vino bòno e con una fetta di pane e olio.

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